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Salvatore Zito


Biografia

Com’è bella la mia pittura
È bella la mia pittura
È la mia pittura
È la pittura

Salvatore Zito, pittore e insegnante d'arte, vive e lavora a Torino. In questa città ha conseguito gli studi in Pittura presso l’Accademia Albertina di Belle Arti dove è stato titolare della cattedra di Decorazione.
Pittore di formazione classica dalla tecnica spettacolare, applica queste sue peculiarità a qualsiasi esperienza artistica.
Una sua caratteristica è lavorare a cicli: le Ferrari, la Coca-cola, le angurie, le maree, i frutti e i fiori, lo Spiderman e gli stick sono solo alcuni esempi, affrontati ora con irruente passionalità, ora con colte citazioni, ora con gestualità ed espressività lacerante sorretti da una ricca e intensa cromaticità.
Salvatore Zito ama lasciarsi sedurre dalla bellezza intrinseca del colore costruendo con esso sottili ironie.
Il percorso artistico di Salvatore Zito, ricco e articolato ha inizio negli anni ottanta dove esordisce nel panorama internazionale sia con importanti mostre personali, sia collaborando con un gruppo di artisti di varia nazionalità impegnati nelle proposte di avvenimenti multimediali in cui pittura, musica e poesia appositamente create per particolari spazi si compenetrano in un’unica visione.
Dall’Abbazia di Vezzolano, a Torino (Palazzo degli Antichi Chiostri), al Kenya (Istituto Italiano di Cultura e Maison Francaise di Nairobi), all’Etiopia (Istituto Italiano di Cultura di Addis Abeba), alla Spagna (Antico Edificio Banco de Espana a Vigo), alla Francia (Palazzo dei Papi ad Avignone) le sue celebri nature morte o i cicli dedicati alla figura umana – l’uomo e il mito – sorprendono per la comunicazione espressiva dei sapienti e raffinati passaggi cromatici. E’ la luce che diventa una forza determinante. Essenzialmente la pittura di Zito di questi anni vuole rappresentare un mondo di cose semplici in un meraviglioso silenzio, e solo quando viene raggiunto un giusto e calcolato equilibrio, le sue composizioni acquistano uno speciale senso di serenità e compiutezza.
Gli anni ottanta si chiudono con Visioni di Hymnen (1989) spettacolare kermesse con una straordinaria partecipazione di pubblico e di enti coinvolti nei 25.000 metri quadrati della Sala Presse del Lingotto per la musica di Karlheinz Stockhausen, per la quale realizza Pluramondi (olio su tela di cm. 360x300).
Negli anni novanta visionarietà e citazionismo trovano spazio nelle grandi tele dipinte di questi anni e la Galleria Civiva d’Arte Contemporanea di Carmagnola (1991 Palazzo Lomellini) ospita l’importante personale "Paesaggi della memoria" ("Duell" olio su tela cm 240x200).
Vincendo il Primo Premio Nazionale della Pittura “Giuseppe Sobrile” organizzato dalla Galleria d’Arte Moderna e dall’Assessorato per la Cultura di Torino, gli viene riconosciuto un ruolo di spicco, per un chiaro recupero delle caratteristiche della figurazione (1992 Mole Antonelliana, "L’abisso svanito" dittico olio su tavola cm.160x180).
Una sua opera Tumulti (olio su tela cm. 200) viene donata alla Città di Torino ed entra a far parte della nuova collezione della Galleria d’Arte Moderna di Torino.

Gli anni novanta rappresentano per Zito un passaggio fondamentale: le icone del proprio tempo diventano i soggetti dei suoi quadri. In un magistrale ciclo dedicato alla Coca-cola (1992) su tavole in oro zecchino, ironicamente trattata come immagine devozionale, il gioco tra realtà - la lattina di Coca-cola pressata e incastonata nella tavola - e la finzione - la sua rappresentazione per mano dell’artista - seduce l’occhio.
L’aspetto epico che predomina nelle opere precedenti, si manifesterà nell’irruenza del gesto pittorico che appropriandosi in particolare del colore rosso darà forma al rosso mito lucido e laccato delle scocche Ferrari (1993 Rosso e Ferrari) e al rosso naturale selvaggio e prorompente delle angurie esplose (1994 Acquerosse).

Da sempre attratto dal mondo del design realizza “capricci d’autore” serie di lavori con materiali e tecniche diverse: Acquerosse scultura policroma (1994 Artissima); Ho fatto goal (1994 Ante ad Arte Catalogo Allemandi); Questioni di pelle per Poltrona Frau-Area Project (1996 con Mondino, Dorazio, Carena, Reggiani, Rotella).
Apprezzato per la forza e l’ironia, per la lucida e raffinata interpretazione del reale Salvatore Zito si confronta anche con impegnativi temi a sfondo sociale: gli commissionano un’opera per la campagna informativa sull’AIDS (1996 Città di Torino, Gruppo Abele, LILA), realizza Maree (cm.160x210) sul tema della siccità (Catalogo Trevi Flash Art Museum) e una sua opera Flash back (cm.160x210), di denuncia sulla fame nel mondo è al Sermig di Torino.

La Galleria Paolo Tonin Arte Contemporanea gli dedica una personale Flirt (1997): nelle sue nuove opere Salvatore Zito reinventa il mestiere del pittore alla luce di suggestioni neo-pop.
In una trasposizione ludica e concettuale realizza frutti esotici, figure e gli Spiderman dal forte impatto visivo.
Per il progetto ALTAMAREA all’interno della Biennale dei Giovani Artisti del Mediterraneo è invitato a tenere come tutor un workshop di pittura murale: quasi 200 metri quadri per il giocoso murales tutto centrato sulla cromia dei colori.
Con il 2000 inaugura il suo nuovo spazio su una delle più belle piazze della città. Alla fine del 2001 il suo sito (www.salvatorezito.com) è on-line. Collabora con uno dei più prestigiosi studi di interior-design (Studioblu Torino) presentando "Par-blue": un percorso tra pittura e arte applicata all'insegna del blu.
Contemporaneamente in questi due anni la sua ricerca si concentra sull'interpretazione dell'icona dello Spiderman.
Nel 2002 in occasione del quarantennale del celebre super eroe l'opera SUITE25 - 25 quadri audiovisivi a fronte la pittura, dentro la musica, sul retro la partitura manoscritta di Maurizio Pisati - viene presentata a Roma presso la Galleria il Punto di Svolta.
In giugno con la personale Pop-Up gli splendidi e monumentali saloni del palazzo barocco Piossasco di Rivalba a Torino sono appositamente rivisitati dall’artista con particolari interventi pittorici. Accanto alla sezione monografica dedicata ai lucidi e concettuali Spiderman, sono esposte altre opere di grandi dimensioni raffiguranti i suoi soggetti prediletti: oggetti comuni e icone contemporanee rivisitati sulla base di suggestioni neo-pop.

ZONE-SPIDERSOUND

Per il Festival Internazionale "Synthèse" di Bourges (Francia) e per l'XI Festival "Anteprima Spazio Torino" interpretando l'opera Suite25, viene realizzato il video Zone-Spidersound che unisce la visione di tre artisti Max Bertolai, Salvatore Zito e Maurizio Pisati. I tre autori interagiranno in una performance Segno, Disegno e Invenzione al Teatro Arsenale Milano (2007).
Il video d'artista Zone-Spidersound fa parte della videoteca della GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino.

E' del 2005 il riconoscimento prestigioso della selezione italiana dei migliori ed innovativi progetti d'architettura e arte applicata, presentati alla Triennale di Milano con lo Studio Blu di Torino (Catalogo Marsilio editore).

In occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, l'artista propone una suo personalissimo ciclo "I Love Torino" dove lo stick si trasforma in scultura policroma per imprigionare le più belle vedute della città. Eccezionale intuizione che lo vedrà protagonista con più di trenta opere in una personale, presso Gagliardi Art System Gallery.
La creatività di Salvatore Zito interpreterà i cent'anni dell'Inter (2008) e i del "Giro d'Italia" (2009) per Mandelli Arte Contemporanea Milano.


Accanto ad una nuova personale dedicata allo Spiderman Galleria Porta Palatina 13 (2008) tra i soggetti prediletti dall'artista si distingue lo "stick" nella classica forma del "pinguino", rielaborato dalla creatività unica di Salvatore Zito e riproposto in sorprendenti interpretazioni (Galleria Elena Salamon, Casa d'Aste Della Rocca), fino al più recente ciclo degli "stick spinosi" e del "Pinguino Reale"esposti nella splendida cornice dei Principi di Piemonte.
Inizia un nuovo ciclo sulla biodiversità. Viene così affrontato il tema di rappresentare le comunità infinitamente piccole, dilatandole fino ad esplicitare l'importanza del ruolo che hanno nella vita. Sviluppa così la complessità del rapporto tra i microrganismi e le piante. Lavoro questo svolto con la collaborazione del biologo Giusto Giovannetti, già impegnato con l'artista Norma Jeane per la Biennale di Lyon 2007 e nel 2008 in Greenwasching presso la Fondazione Sandretto Rebaudengo.